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Milano,
sicuramente è il motore economico dell’Italia, ma è
innegabile come ognuno di noi negli ultimi anni abbia sentito crescere
la difficoltà del vivere.
Alla grande concentrazione di banche e imprese, si unisce a Milano
una grande concentrazione di posti di lavoro precari, flessibili,
che non hanno le garanzie e le sicurezze del passato.
Contratti di collaborazione, CoCoCo, lavori a progetto: tanti modi
di definire quello che spesso nasconde fenomeni di mascheramento,
posti che dovrebbero essere regolari e che di fatto sono resi atipici
più dalla volontà di contenere i costi che dall’applicazione
delle leggi.
Districarsi in questa giungla normativa spesso è difficile,
come spesso per i giovani lavoratori è difficile comprendere
che accettando proposte di questo tipo si rinuncia a tutele o a versamenti
per la pensione. Quando tra 20 o 30 anni ci si ritroverà con
pensioni da fame pari al massimo al 30% dello stipendio, i costi sociali
saranno enormi e per tutti.
Il fenomeno è in ascesa: un lavoratore atipico su quattro vive
o lavora a Milano.
In questa situazione c’è bisogno di sicurezze. C’e’
bisogno di persone serie che sappiano porre le questioni e risolverle.
C’è bisogno di certezza, di tutele, di impegno da parte
di chi può decidere.
La risposta a questi problemi è possibile solo con il buon
governo e con una politica onesta e capace che ponga al centro la
volontà di coniugare benessere economico e solidarietà
sociale.
La provincia in questo campo può fare molto soprattutto per
promuovere la “qualità del lavoro”:
*Potenziare i centri dell’impiego (ad oggi
ce n’è solo uno per tutta Milano) e renderli veramente
il luogo di incontro tra domanda e offerta di lavoro;
* Potenziale la consulenza sui nuovi lavori con centri
di supporto ed orientamento a chi cerca lavoro. Vanno spiegati i nuovi
contratti, i diritti, le tutele o le alternative che vi sono;
* Trovare nuove forme di sostegno per i lavoratori
precari ora spesso esclusi dal welfare tradizionale;
* Consolidare il servizio per aree ed aziende in crisi,
istituendo anche un patto tra associazioni imprenditoriali e sindacati
per un monitoraggio ed intervento tempestivo del fenomeno;
* Aiutare i disoccupati ultra 45 a reinserirsi nel
mercato del lavoro, grazie a servizi a loro dedicati, favorendo e
supportando la nascita di cooperative e spinoff per questi lavoratori,
con una formazione permanente in grado di aggiornare le loro competenze;
* Promuovere percorsi di aggiornamento per chi vuole
reinserirsi nel mondo del lavoro ma non è in grado di sostenere
gli alti requisiti oggi richiesti;
* Aiutare con fondi di garanzia chi vuole accedere ai mutui
ma non può, con le banche che sbattono la porta in faccia a
chi lavora come un dipendente, ma ha un contratto da collaboratore;
* Promuovere con finanziamenti e bandi provinciali
il diffondersi di una cultura universitaria nelle aziende, incentivando
l’assunzione di ricercatori per far crescere la competitività
della provincia e del paese, in collaborazione con le Università
Milanesi, vero patrimonio metropolitano;
E’ per questo e per l’impegno che voglio offrire che i
Democratici di Sinistra mi hanno candidato alla Provincia. E’
per questo che sostengo Filippo Penati come Presidente.
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