L’idea di uno studente di ingegneria e dei Ds: pubblicare un volumetto dal titolo «2002. Berlusconi, presidente a vita»

«Rottamiamo il libro di Silvio in cambio di un racconto di fantapolitica»

L’autobiografia di Silvio Berlusconi a Milano non circola ancora, ma è già possibile rottamarla. Grazie all’incubo di uno
studente di ingegneria e all’idea dei dirigenti diesse: il primo si chiama Bruno Ceccarelli e ha scritto di getto il racconto
di fantapolitica «2002. Berlusconi presidente a vita». Gli altri, i diesse, ne hanno fatte stampare un migliaio di copie e
promettono di farne dono a chiunque si presenterà consegnando in cambio il libello berlusconiano. L’idea? «Avevo
ascoltato qualche dichiarazione di Berlusconi - spiega Ceccarelli - che mi ha impressionato. Mi sono chiesto dove
avrebbe potuto arrivare, ho consultato la Costituzione e ho buttato giù l’atto unico». Che non sarà sicuramente il
volume più stampato dopo la Bibbia, ma che è stato iniziato, chiuso e stampato in tempi record: venti giorni in tutto.
E qui viene il bello della vicenda. Già, perchè dopo che la Edizione University Lab ha dato alle stampe il romanzo, l’Ulivo
ha pensato bene di non lasciarsi sfuggire l’occasione. E dal coordinatore cittadino dei ds, Pierfrancesco Majorino, viene
la proposta della rottamazione: «É la nostra risposta alla propaganda berlusconiana, anche se rivolgiamo formale appello
al Cavaliere perché non si dimentichi di Milano e ci spedisca le sue foto».

L’atto unico si svolge nella «sala insonorizzata e protetta posta al secondo piano interrato di Villa San Martino». Qui,
Silvio Berlusconi insieme all’avvocato P e al professor T, nei quali non è difficile riconoscere Cesare Previti e Giulio Tremonti,
prepara e attua il «progetto finale». Le tappe sono tutte legali: insomma, non c’è il colpo di stato. Dalla vittoria del 13
maggio alla modifica dell’articolo 138 della Costituzione; dalle dimissioni di Ciampi, sostituito da Berlusconi, all’addio di Bossi
e alla nomina di Fini presidente del consiglio. Viene sacrificato anche Prodi, per tenere buoni i partner europei e, alla fine di
questi passaggi, il progetto si compie: il Cavaliere è presidente a vita. L’autore ha un solo, terribile, dubbio: «Non è che
poi Berlusconi legge, si appassiona, ci crede e ci prova?».
 
 
 
 
DAL SITO DEL CORRIERE